Angelo Lelio

Attore/Direttore Artistico
Figlio d’arte, ha debuttato ancora in fasce e affrontato la sua prima parte da protagonista a soli quattro anni in “Marcellino pane e vino” con la compagnia dei genitori. Crescendo ha avuto modo di seguire per parecchi anni la tradizione di famiglia, che si era fermata dopo decenni di tournée nel Veneto, precisamente a Bassano del Grappa.

Nel 1978 si iscrive all’Accademia d’Arte Drammatica a Roma, ma quell’anno il corso non parte. Accetta quindi un contratto con la compagnia teatrale di Renzo Giovampietro che allestisce “Il galantuomo e il mondo” di G. Leopardi con Carlo Simoni.

Nel 1979 partecipa al Festival di Siracusa con il testo di G. Verga “Rose caduche” con Paola BorboniBianca ToccafondiEnrica BonaccortiGrazia Maria Spina, musiche di Ennio Morricone, introduzione di Leonardo Sciascia.

Nella seguente stagione vince il provino per il ruolo di Laurent, il figlio ne “Il Vizietto” di J. Poiret con Paolo Ferrari ed Elio Pandolfi, per la regia di Luciano Salce.

Nel 1981 lavorerà per la televisione italiana svizzera partecipando ad uno sceneggiato sul Boccaccio. Dopo “Le formicole rosse” di D. Rea con Massimo Serato, approda nella neonata compagnia Andrea Giordana-Giancarlo Zanetti dove si fermerà per tre anni contribuendo all’allestimento di diversi testi teatrali con registi quali Aldo TrionfoLorenzo SalvatiMarco ParodiAugusto Zucchi.

Nel1984 sarà al Festival di Borgio Verezzi (SV) con “I capricci di Marianna” di A. DeMusset con Paola Pitagora e con il Teatro di Bari sarà attore e aiuto regista ne “Gli ultimi giorni” di G. Leopardi con Laura.

Nel 1986 sarà scritturato dal Teatro Ghione per “Il malato immaginario” di Molière con Renato De CarmineIleana GhioneRoberto ChevalierGianni Musy per la regia di Mario Morini.

Seguiranno:

“L’importanza di chiamarsi Ernesto” di O. Wilde con Orso Maria Guerrini, regia di Edmo Fenoglio. “O di uno o di nessuno” di L. Pirandello con Achille Millo e Marina Pagano. “Il mercante di Venezia “ di W. Shakespeare. “L’avaro” di Molière. “Falstaff e le comari di Windsor” di W. Shakespeare. “Il burbero benefico” di C. Goldoni con Mario Carotenuto. 

Nel 1990 partecipa al Festival di Todi con “L’uomo irrisolto” insieme a Roberto Cavosi.

Alterna il lavoro del teatro con doppiaggio, programmi radiofonici per la Rai e regie di spettacoli per la musica leggera (Teatro Sistina: Gianni Morandi – immagine Italiana. Teatro Sistina: Riccardo Cocciante – Quando si vuole bene).

A metà degli anni Novanta deciderà di tornare nel Veneto e proseguire l’attività di famiglia con Il gruppo del Lelio.