TEATRO CLASSICO

Difendiamo il teatro classico, che rimarrà sempre la base di quello contemporaneo e di ricerca. Senza esso, non si può capire e gustare a pieno l’altro: sono due facce della stessa medaglia.

Recital Leopardi

Un momento di lettura onirica emozionante per tuffarsi nello straordinario e misterioso mondo leopardiano, un percorso di sensazioni sul sentiero della vita del più grande poeta e filosofo italiano. Così abbiamo voluto affiancare alle nostre produzioni di teatro classico una novità assoluta, un recital tra poesia e teatro di notevole impatto emozionale e drammaturgico: una mescolanza di discorsi, monologhi, prosa, poesia e musica. Traguardo di un percorso culturale sull’autore, sulla sua vita e sul suo modo di vedere e di pensare il mondo, le letture sono strutturate in due filoni che si intrecciano, si amalgamano e danno vita ad un’unica essenza “leopardiana”: gli inni più conosciuti incontrano le sempre attuali Operette Morali e gli affascinanti temi dello Zibaldone. Filosofia e poesia sono un corpo unico, niente è lasciato al caso: i pensieri, le parole, i dialoghi, le musiche sono frutto di un accurato studio, oltre che della poetica, anche della vita e del modo di essere del Conte Leopardi. Con la straordinaria voce di Angelo Lelio,  figlio della storica famiglia d’arte, un fantastico viaggio tra pensieri, sogni, illusioni e disinganni del poeta, del pensatore, dell’uomo Giacomo Leopardi.

La bisbetica domata di W. Shakespeare

Uno dei testi più conosciuti, amati e discussi dal pubblico di tutti i tempi. Un viaggio alla scoperta di un grande autore come Shakespeare. Formata da un prologo e due storie tra loro intrecciate, quella di Caterina e Petruccio e quella di Bianca e Lucenzio, l’opera narra di come il rude Petruccio riuscirà a “domare” la bisbetica Caterina. In questa divertente commedia, Shakespeare dimostra la sua personale sensibilità critica nei confronti del ruolo della donna del suo tempo ed analizza con grande abilità la psicologia femminile. Egli si oppone alle fredde regole sociali dei matrimoni combinati per interesse o prestigio delle famiglie e, nella figura di Caterina, ci mostra con ironia i conflitti interiori di una moglie domata dal matrimonio. Caterina mostra, al contempo, la sottile intelligenza femminile, il coraggio e l’ostinazione che la sorreggono nel rapporto difficile con Petruccio. Il contrasto tra Caterina, donna diretta, ma sincera, e Bianca, fanciulla educata, ma prepotente alla fine, mette in guardia il pubblico sulle false apparenze ed insegna che non sempre la sposa che si piega remissiva ai doveri è capace di amare veramente. Nel nostro allestimento abbiamo voluto rendere centrale il ruolo di Sly, il calderaio ubriaco per il quale viene allestito lo spettacolo. Egli riuscirà a prendere le redini della situazione, riuscendo a domare la difficile dama. Proprio questa idea registica, consente uno studio più approfondito sulla vicenda e sul grande interrogativo che Shakespeare ci lascia: sarà vera sconfitta, quella di Caterina? L’apparente sottomissione disegna un mondo femminile più astuto di quanto sia quello maschile? O la coppia, nel suo equilibrio e amore, riesce a prendersi gioco di tutti, compresi gli spettatori…A voi l’ardua sentenza…

La carovana delle maschere

Non poteva mancare nel nostro repertorio uno spettacolo dedicato alle origini della famiglia Lelio: il periodo della commedia dell’arte, iniziato in Italia nel XVI secolo e rimasta popolare fino al XVII secolo. Attori girovaghi (comici) allestivano all’aperto, con una scenografia fatta di pochi oggetti, rappresentazioni basate non su testi scritti (copioni) bensì su canovacci con il solo ausilio della loro capacità di improvvisazione (da qui commedia all’improvviso) e della loro arte estemporanea. La compagnia più famosa, fra quelle antiche, fu la Compagnia dei Gelosi dove si distinse il capocomico Francesco Andreini, in arte Capitan Spaventa il cui figlio, Giambattista, diventerà la maschera Lelio, carattere dell’amante corrisposto. Con gli anni Giambattista Andreini lascerà da parte il suo cognome e comincerà a firmarsi come Lelio. Di qui l’origine di una delle famiglie d’arte più importanti d’Italia: i Lelio. Nel nostro allestimento abbiamo voluto dare una forte impronta storica basandoci su un fatto realmente accaduto: la terribile pestilenza a Venezia che decimò la città. Una compagnia di comici dell’arte farà il suo ingresso in scena, creando un gioco di teatro nel teatro e rappresentando spontaneamente, senza forzature, la vita dei “figli d’arte” con testi e canovacci originali del tempo.

La prima volta che sono morto di Aldo De Benedetti

Divertente e originale commedia tratta da una grande capolavoro di Aldo de Benetti, fu rappresentata per la prima volta al teatro Eliseo di Roma nel 1945 e ottenne un grandissimo successo tanto che ne fu subito tratto un film con protagonisti Vittorio De Sica, Isa Miranda e Omo Cervi. Un povero impiegato, Adriano, una sera tornando a casa si sente male, perde conoscenza e il medico lo considera morto. Già sistemato nella cassa, si risveglia dopo qualche ora, tra il terrore della moglie Maria che dapprima lo crede uno spettro. I due coniugi, felici, stanno per cenare in tranquillità prima di dare il lieto annuncio a parenti e amici, quando all’improvviso Adriano si ricorda, frugando fra carte e telegrammi, di aver stipulato un’assicurazione sulla vita che frutterebbe alla moglie, in caso di morte, la favolosa somma di trecentomila lire. La tentazione è forte, e Adriano, vinte le resistenze di Maria, decide di non cambiare le cose e di continuare a far credere a tutti di essere morto. Si finge cognato di Maria e i due vanno a stabilirsi per qualche tempo in una ridente località balneare, dove nessuno li conosce fino a che… Spettacolo esilarante e coinvolgente ricco di colpi di scena e risvolti sia comici che amari che ci lascia con il fiato sospeso fino all’ultima battuta. Un lavoro di straordinario talento di un grande nome del teatro italiano.